Mercoledì della quarta settimana di Quaresima
«Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a Lui solo renderai culto”» (Vangelo secondo Matteo 4:10). Questa è la risposta di Gesù alla terza tentazione di Satana. Anzitutto, Gesù non solo rifiutò di cedere alle tentazioni del diavolo, ma rimproverò anche in modo definitivo il maligno stesso. In secondo luogo, Gesù andò oltre il rimprovero a Satana e il rifiuto della sua tentazione, proclamando la verità eterna secondo cui dobbiamo adorare e servire Dio solo.
Quando Dio creò la gerarchia celeste degli angeli, rivolse a ciascun essere celeste l’invito ad adorarlo e a servire la Sua perfetta volontà. Il libro dell’Apocalisse 12:4 ci dice che «un terzo delle stelle del cielo», cioè un terzo degli angeli, rifiutò l’invito di Dio e fu scacciato dal Cielo. Dopo la loro cacciata, questi angeli decaduti conservarono i loro poteri naturali e li usano per cercare di ostacolare il piano perfetto di Dio, che consiste nell’attirare a Sé tutta la creazione. È importante essere consapevoli di questa realtà e del peso che essa ci impone nel cammino della vita. È ancora più importante imparare dall’incontro di Gesù con il maligno e imitare la Sua risposta perfetta mentre meditiamo sui Suoi quaranta giorni nel deserto.
Rimproverare Satana è il primo modo in cui imitiamo il nostro Signore. Per farlo, anzitutto discerniamo e respingiamo le menzogne che il maligno ci propone. Inoltre, dobbiamo rimproverare Satana stesso. Lo facciamo riconoscendo che il diavolo e i demoni decaduti hanno il potere di influenzarci, ingannarci e tentarci. Da soli, siamo impotenti di fronte alla loro influenza. Solo unendo il nostro rimprovero orante alla preghiera di Cristo possiamo dire con l’autorità di Gesù: «Vattene, Satana!». Questo rimprovero deve diventare una preghiera di costante vigilanza che dura tutta la vita. Il maligno non dorme e non smette mai di tentarci, perciò dobbiamo essere costanti nei nostri rimproveri. Non dobbiamo fingere che il diavolo non esista, ma non dobbiamo neppure temerlo. Riconosciamo invece la sua presenza e rimproveriamolo insieme al nostro Signore, ancora e ancora.
Andando oltre i rimproveri, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione alle verità più alte che Dio ha rivelato: siamo stati creati per adorare il Signore nostro Dio e servire Lui solo. L’adorazione tocca il cuore di ciò che siamo e del fine per cui siamo stati creati. L’adorazione non accresce la grandezza di Dio; Dio è grande semplicemente perché è. L’adorazione, tuttavia, glorifica Dio, e la nostra partecipazione all’adorazione accresce la gloria che Dio riceve dalle Sue creature. Adoriamo Dio perché questo ci trasforma, rendendoci più pienamente Suoi figli, e ci conduce a una partecipazione più piena alla Sua vita divina. Questo è tutto ciò che Dio desidera. Vuole che siamo in profonda comunione con Lui, che partecipiamo alla Sua santità e che irradiamo la Sua gloria nella nostra vita. L’adorazione non è altro che puro amore, ed è soltanto questo amore a darci pienezza.
Medita sulle due voci contrastanti che incontri ogni giorno. L’una va rimproverata con la potenza del comando di Gesù, mentre l’altra va accolta ogni giorno più profondamente. Adorare Dio dona pienezza. È per questo che sei stato creato. L’adorazione ti trasformerà nella persona che Dio vuole che tu sia. Ti condurrà a partecipare alla vita di Dio ed è, in definitiva, l’unico modo per trovare piena protezione dagli inganni degli angeli decaduti, così da partecipare alla gloria radiosa di Dio.
Mio Dio glorioso, Tu hai invitato tutti coloro che hai creato a partecipare alla Tua vita adorando Te e Te solo. Questo atto di adorazione effonde sulle Tue creature una partecipazione alla Tua vita divina. Ti prego, donami la forza di rimproverare il diavolo e di respingere le sue tante menzogne, e poi attirami nella vita di adorazione per la quale sono stato creato. Ti amo, mio Dio, e scelgo di adorare Te e Te solo per l’eternità. Gesù, confido in Te.
Vedi anche: Giorno venticinquesimo: 40 giorni ai piedi della Croce
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