Da gli Esercizi spirituali:
Primo punto. Il primo punto consisterà nel richiamare alla memoria il primo peccato, che fu quello degli angeli, e poi nell’applicarvi l’intelletto, ragionandovi; quindi la volontà, volendo ricordare e comprendere tutto questo per provare maggiore vergogna e confusione, mettendo a confronto con l’unico peccato degli angeli i miei tanti peccati e riflettendo su quante volte io abbia meritato l’Inferno per tanti peccati, mentre essi vi furono precipitati per uno solo.
Dico di richiamare alla memoria il peccato degli angeli: come essi, pur essendo stati creati nella grazia, non volendo servirsi della propria libertà per riverire e obbedire al loro Creatore e Signore, caddero nella superbia, passarono dalla grazia alla malizia e furono precipitati dal Cielo all’Inferno; quindi ragionarvi più in dettaglio con l’intelletto e poi muovere più profondamente gli affetti con la volontà.
Insegnamento: Tradizionalmente si è parlato del peccato degli angeli come di un peccato di ribellione. «Non servirò» è l’affermazione attribuita a satana e agli altri angeli caduti. «Non servirò Dio né obbedirò alla Sua volontà». Ricorda anche le parole che il serpente rivolse ad Adamo ed Eva nel giardino, quando li sedusse inducendoli a disobbedire a Dio mangiando il frutto proibito. Il serpente li convinse a mangiare il frutto proibito dicendo: «Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male» (Genesi 3:5, RSV-CE). Anche questa frase rivela il primo peccato nascosto degli angeli. Volevano essere dèi. Non volevano servire l’unico Dio. Non volevano obbedire. Si ribellarono. Volevano essere padroni del proprio destino anziché sottomettersi umilmente al progetto di Dio per la loro vita.
La verità, però, è che esiste un solo Dio e che quest’unico Dio ha un progetto perfetto per la tua vita. Solo attraverso la totale obbedienza e sottomissione alla volontà di Dio puoi entrare in unione con l’unico Dio e vivere in armonia con Lui.
Riflessione: Rifletti su ogni tua tendenza interiore a imitare questi angeli caduti. Vuoi essere il dio di te stesso? Vuoi fare le cose a modo tuo? (Riflessione silenziosa)
Sei capace di sottometterti e abbandonarti all’unico Dio, affidandoti al Suo progetto e al Suo disegno per la tua vita? Riesci a rinunciare alla superbia e al tuo desiderio di controllare ogni cosa? (Riflessione silenziosa)
Occorrono grande fiducia, umiltà e sincerità per stare di fronte al tuo unico Dio, amorevole e misericordioso, e fare liberamente di Lui il Dio della tua vita. Di’ a Dio nella preghiera: «Io voglio servirTi, o Signore! Scelgo Te come mio Dio e scelgo la Tua volontà come mia volontà. Tutto il resto lo affido a Te. Mi sottometto a Te senza riserve, in umile e totale obbedienza». (Riflessione silenziosa)
Medita in silenzio sul contrasto tra le parole degli angeli caduti («Non servirò») e quelle che Dio desidera sentire da te: «Ti servirò con ogni fibra del mio essere». (Riflessione silenziosa)
Introduzione alle meditazioni fondamentali
- Dio, il Creatore di tutto ciò che esiste
- Dio, la guida intima della tua vita
- Dio, la meta, lo scopo e il fine della tua vita
- Il peccato degli angeli
- Il peccato di Adamo ed Eva
- Gli effetti generali del peccato
- Introduzione alle meditazioni dalla settima alla nona
- Il peccato personale: alla luce del Sole divino
- I peccati personali della mia vita
- Umiliazione e umiltà
- La morte
- Il giudizio
- L’inferno
