Italiano

Prima settimana del Tempo Ordinario

Una vita ordinaria?

Lunedì della prima settimana del Tempo Ordinario

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Vangelo secondo Marco 1:16-18

Il Tempo di Natale si è ormai concluso ed entriamo nella prima settimana del Tempo Ordinario. È il momento di tornare all’«ordinario» della vita. Ma la vita cristiana è ordinaria? C’è qualcosa di veramente «ordinario» nel seguire Gesù?

Il Vangelo di oggi rivela la chiamata straordinaria e radicale di Gesù a seguirlo. In questo brano sono Simone e Andrea a rispondere alla chiamata, ma la loro risposta è anche un invito per tutti noi a uscire dall’ordinario per entrare nello straordinario.

Questo brano mette in luce soprattutto due aspetti: 1) la risposta immediata di questi Apostoli e 2) la loro risposta totale. È evidente che non si sono tirati indietro né hanno esitato nel rispondere all’invito di Gesù a seguirlo.

E tu? Senti Gesù che ti chiama? Lo senti parlare a te, chiamandoti a seguirLo? Speriamo che, quando il nostro Signore parla a ciascuno di noi, rispondiamo subito e pienamente. Speriamo di non esitare ad accogliere la gloriosa chiamata che ciascuno di noi ha ricevuto.

Rifletti oggi sul fatto che anche tu sei stato chiamato a una vita straordinaria di grazia, che richiede abbandono e impegno totali. Sei stato chiamato a rispondere subito e liberamente all’invito di Gesù. Mentre inizi questo tempo liturgico, il Tempo Ordinario, immergiti nella vita straordinaria della grazia e abbracciala con tutto il cuore.

Signore, Ti amo e Ti ringrazio per la straordinaria vita di grazia che mi hai chiamato a vivere. Aiutami a rispondere al Tuo invito con la piena sottomissione della mia mente e della mia volontà. Gesù, confido in Te.


L’autorità di Gesù è evidente

Martedì della prima settimana del Tempo Ordinario

Gesù giunse a Cafàrnao con i suoi discepoli e il sabato entrò nella sinagoga e insegnava. Erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Vangelo secondo Marco 1:21-22

All’inizio di questa prima settimana del Tempo Ordinario, ci viene presentata l’immagine di Gesù che insegna nella sinagoga. E mentre insegna, è chiaro che c’è qualcosa di speciale in Lui. È uno che insegna con un’autorità nuova.

Questa affermazione del Vangelo secondo Marco mette in contrasto Gesù con gli scribi, che a quanto pare insegnano senza questa autorità inconfondibile. È un’affermazione che non dovrebbe passare inosservata.

Gesù esercitava la Sua autorità nell’insegnamento non tanto perché lo volesse, ma perché doveva farlo. Questo è ciò che Lui è. È Dio e, quando parla, parla con l’autorità di Dio. Parla in modo tale che le persone comprendano che le Sue parole hanno un significato capace di trasformare. Le Sue parole producono un cambiamento nella vita delle persone.

Questo dovrebbe invitare ciascuno di noi a riflettere sull’autorità di Gesù nella propria vita. Riconosci la Sua autorità quando ti parla? Vedi che le Sue parole, pronunciate nella Sacra Scrittura, hanno un effetto sulla tua vita?

Rifletti oggi su questa immagine di Gesù che insegna nella sinagoga. Sappi che la «sinagoga» rappresenta la tua anima e che Gesù desidera essere lì per parlarti con autorità. Lascia che le Sue parole penetrino in te e cambino la tua vita.

Mio Signore, che hai autorità, mi apro a Te e alla Tua voce autorevole. Aiutami a lasciarTi parlare con chiarezza e verità. Mentre lo fai, aiutami a essere aperto a lasciarTi cambiare la mia vita. Gesù, confido in Te.


Lo scopo della missione di Gesù

Mercoledì della prima settimana del Tempo Ordinario

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». Vangelo secondo Marco 1:35-38

Perché è venuto Gesù? Qual era lo scopo della Sua vita sulla terra? Questo passo rivela che è venuto ad annunciare a tutti la Buona Novella.

Ma è importante comprendere correttamente questa affermazione. Non significa che la vita di Gesù si riduca a ciò che ha insegnato. Non è come se fosse un grande sapiente venuto a condividere con noi la Sua sapienza. Sebbene questa affermazione sia vera, non rivela tutta la verità su Gesù e sulla Sua missione.

Qual era dunque il centro della Sua missione? Annunciare Se stesso come LA Verità che viene proclamata. Gesù È la piena rivelazione del Padre che è nei cieli ed è la rivelazione di TUTTA la Verità. Perciò, l’affermazione di Gesù significa che Egli è venuto a donare Se stesso, nella Sua pienezza, a tutti. È venuto a donare Se stesso a coloro ai quali predicava, letteralmente, mentre viaggiava di villaggio in villaggio. Significa che continua a donare Se stesso a tutti noi ogni volta che ascoltiamo e accogliamo la Sua Parola viva: la Parola viva della Sua stessa vita.

Rifletti, oggi, sul fatto che Gesù desidera «recarsi» nel villaggio della tua mente e del tuo cuore. Vuole venire a cercarti e portarti non solo le Sue parole di vita eterna, ma anche Se stesso. Lascia che Gesù si prenda cura di te e permettiGli di parlarti con chiarezza e verità.

Mio Signore di ogni Verità, Ti cerco e sono aperto a lasciarmi cercare da Te. Aiutami ad aprirmi a tutto ciò che desideri rivelarmi e aiutami ad accoglierTi come il Vangelo vivente. Gesù, confido in Te.


Ciò che conta è la conversione, non la popolarità

Giovedì della prima settimana del Tempo Ordinario

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a Lui da ogni parte. Vangelo secondo Marco 1:44-45

È comprensibile che quell’uomo se ne sia andato e abbia cominciato a «divulgare il fatto». Soffriva della terribile malattia della lebbra e molto probabilmente stava perdendo la speranza. Si avvicinò a Gesù, si inginocchiò umilmente davanti a Lui ed espresse la sua fede profonda. Disse: «Se vuoi, puoi purificarmi». Gesù, naturalmente, voleva purificarlo e guarì subito il lebbroso.

È interessante notare che, dopo aver guarito l’uomo, Gesù gli disse di non raccontarlo a nessuno. Ma quell’uomo, preso dall’entusiasmo, se ne andò a raccontarlo a tutti. Di conseguenza, la fama e la notorietà di Gesù crebbero enormemente e la curiosità nei Suoi confronti si diffuse ovunque. La gente Lo cercava con un interesse tale che, come dice il brano riportato sopra, «Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città».

Questo racconto dovrebbe suscitare spontaneamente in noi alcune domande. Un aspetto interessante su cui riflettere è che Gesù sembrava non avere alcun interesse a essere «popolare». Avrebbe potuto facilmente andare di città in città e, entrando in una nuova città, annunciare: «Attenzione, tutti quanti… sono qui!». La gente sarebbe subito accorsa da Lui. Ma, invece di accogliere con favore questa fama immediata, si ritirava in luoghi deserti. La gente veniva da Lui in quei luoghi deserti difficili da raggiungere.

Gesù si ritirava in luoghi deserti, aspettando che le persone venissero a cercarLo, perché tutta la Sua vita era rivolta a favorire l’autentica conversione delle anime, non a ottenere popolarità nella società. Non Gli interessava la stima dell’opinione pubblica mondana: Gli interessava soltanto cambiare i cuori. Perciò, ritirandosi in luoghi deserti, poteva lasciare che il Padre celeste conducesse a Lui coloro che erano aperti a una conversione autentica.

Lo stesso vale per noi. Il «Gesù popolare» non è sempre il «vero Gesù». In altre parole, il messaggio autentico del Vangelo non è normalmente ciò che la cultura dominante presenta come entusiasmante. Gesù e il Suo autentico messaggio evangelico non faranno sempre notizia sui mezzi d’informazione nazionali. Piuttosto, se vogliamo trovarLo, dobbiamo cercarLo con perseveranza nei luoghi nascosti e silenziosi in cui ci attende.

Rifletti oggi sull’immagine di Gesù che ti attende nel silenzio. Dov’è quel «luogo deserto» e silenzioso in cui ti aspetta? Dove attende che tu venga a incontrarLo? CercaLo e, quando Lo troverai, sarai eternamente grato di aver fatto questo sforzo.

Mio Signore nascosto, Ti cerco davvero, ma mi rendo anche conto di non cercarTi mai abbastanza. Tu sei lì e mi attendi in innumerevoli modi. Mi chiami a un silenzio e a una solitudine più profondi. Nei luoghi deserti della vita, desideri prenderTi cura della mia anima. Aiutami ad ascoltarTi e a mettermi in cammino verso di Te. E, quando Ti trovo, aiutami ad accogliere davvero la conversione del cuore che Tu hai in mente per me. Gesù, confido in Te.


Il richiamo di Gesù

Venerdì della prima settimana del Tempo Ordinario

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed Egli annunciava loro la Parola. Vangelo secondo Marco 2:1-2

Venivano da Gesù così tante persone che non c’era posto per tutti, neppure davanti alla porta della casa in cui si trovava. È una situazione interessante. Sul piano pratico, perché Gesù non avrebbe notato questa difficoltà e fatto qualcosa per risolverla? Perché non spostarsi in un luogo più ampio, dove tutti potessero vederLo e ascoltarLo?

È difficile rispondere a questa domanda, ma di una cosa possiamo essere certi. Possiamo essere certi che quanti erano venuti ad ascoltarLo, anche se non riuscivano a entrare, furono grandemente ricompensati per la loro fede. Questo brano rivela un principio spirituale molto importante. Rivela che il desiderio spirituale di stare vicino a Gesù era, di per sé, fonte di trasformazione.

Spesso vivremo un’esperienza simile. Potremmo accorgerci di desiderare ardentemente di sentire Gesù parlarci, senza però riuscire ad ascoltarLo. Può darsi che ci sembri silenzioso o che non sappiamo dove trovarLo. Ma non scoraggiarti se questa è la tua esperienza. Il fatto è che il tuo desiderio di stare con Lui è già di per sé un grande dono e può trasformare la tua vita.

Rifletti oggi su ciò che si può chiamare «il silenzio di Dio». Nella tua vita possono esserci momenti in cui Dio sembra lontano e non riesci a trovarLo da nessuna parte. Quando questo accade, dovresti renderti conto che è un modo in cui Dio ti chiama ancora più vicino a Sé. È un modo in cui Dio sussurra per ottenere tutta la tua attenzione. Se a volte vivi questa «lotta», rivolgi la tua attenzione al nostro Signore con intensità ancora maggiore e lascia crescere il desiderio di Lui. È proprio questo desiderio di stare vicino a Gesù che potrebbe portare nella tua vita frutti molto più grandi di quelli che porteresti se Lo sentissi in modo forte e chiaro.

Mio Signore silenzioso, Ti prego, accresci in me il desiderio di esserTi vicino. Aiutami a desiderarTi con tutto il cuore. In questo desiderio, aiutami a spogliarmi di tutto ciò che non viene da Te e a rivolgerTi tutta la mia attenzione. Gesù, confido in Te.


Chi frequenti?

Sabato della prima settimana del Tempo Ordinario

«Perché mangia con i pubblicani e i peccatori?». Gesù, udito questo, disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Vangelo secondo Marco 2:16-17

Gesù lo faceva, e tu? Sei disposto a farti vedere con coloro che sono «peccatori»? È interessante notare che, in questo passo della Scrittura, TUTTI sono peccatori. Perciò, la verità è che tutti coloro che Gesù frequentava erano peccatori.

Ma questo passo e la critica rivolta a Gesù non riguardavano tanto il fatto che Lui frequentasse persone che avevano commesso peccati; riguardavano piuttosto il fatto che frequentasse coloro che erano disprezzati dall’élite della società. Gesù trascorreva liberamente il Suo tempo con gli «indesiderabili». Non aveva paura di farsi vedere con coloro che gli altri disprezzavano. Gli scribi e i farisei notarono subito che Gesù e i Suoi discepoli accoglievano queste persone. Mangiavano e bevevano con pubblicani, persone che commettevano peccati sessuali, ladri e simili. Non solo: a quanto pare, accoglievano queste persone senza giudicarle.

Torniamo dunque alla domanda iniziale… Sei disposto a farti vedere e a frequentare persone malviste, con difficoltà a vivere in modo equilibrato, ferite, confuse e così via? Sei disposto a lasciare che la tua reputazione ne risenta perché ami e ti prendi cura di chi è nel bisogno? Sei disposto persino a stringere amicizia con qualcuno che danneggerà la tua reputazione nella società?

Rifletti, oggi, sulla persona nella tua vita che potresti essere tentato di evitare. Perché? Con chi non vorresti essere visto o chi potresti non essere disposto a frequentare? Può darsi che proprio questa persona, più di ogni altra, sia quella con cui Gesù vuole che tu trascorra del tempo.

Mio Signore pieno d’amore, Tu ami ogni persona con un amore profondo e perfetto. Sei venuto soprattutto per coloro la cui vita era ferita e segnata dal peccato. Aiutami a cercare sempre chi è nel bisogno e ad amare tutti con un amore saldo, senza giudicare. Gesù, confido in Te.

Seconda settimana del Tempo Ordinario

Indice


Disponibile anche in edizione tascabile & eBook

Condividi questa pagina: