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Feste e solennità

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Gli occhi di nostro Signore

Festa di sant’Andrea apostolo, 30 novembre

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano una rete in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Vangelo secondo Matteo 4:18–19

Oggi onoriamo uno degli Apostoli: sant’Andrea. Andrea e suo fratello Pietro erano pescatori che presto avrebbero intrapreso una nuova forma di pesca. Presto sarebbero diventati «pescatori di uomini», come disse Gesù. Ma prima di essere inviati dal Signore in questa missione, dovevano diventare Suoi discepoli. E questo avvenne perché fu anzitutto il Signore a farsi pescatore di questi uomini.

Nota che, in questo Vangelo, Gesù stava semplicemente passando e «vide» questi due fratelli intenti al loro faticoso lavoro. Prima Gesù li «vide», poi li chiamò. Vale la pena soffermarsi a meditare su questo sguardo del Signore.

Immagina questa profonda verità: il Signore ti guarda continuamente con amore divino, in attesa del momento in cui rivolgerai a Lui la tua attenzione. Il Suo sguardo è costante e profondo. È uno sguardo che desidera ardentemente che tu Lo segua, che tu abbandoni ogni altra cosa per ascoltare il Suo dolce invito non solo a seguirLo, ma poi anche ad andare e invitare altri a intraprendere il cammino della fede.

All’inizio di questo tempo di Avvento, dobbiamo lasciare che la chiamata di Andrea e Pietro diventi anche la nostra. Dobbiamo lasciarci rendere attenti a Gesù, che ci guarda, vede chi siamo, conosce ogni cosa di noi e poi ci rivolge una parola di invito. Ti dice: «Vieni dietro a me…». È un invito che deve permeare ogni aspetto della tua vita. «Andare dietro» a Gesù significa lasciare tutto il resto e fare della sequela del Signore l’unico scopo della tua vita.

Purtroppo, molte persone prestano poca attenzione a questa chiamata nella loro vita. Poche Lo sentono parlare e ancora meno rispondono; ancora meno sono quelle che rispondono abbandonando completamente a Lui la propria vita. L’inizio dell’Avvento è un’occasione per valutare ancora una volta la tua disponibilità a rispondere alla chiamata del Signore.

Rifletti, oggi, su Gesù che rivolge a te queste parole. Per prima cosa, chiediti se Gli hai detto «Sì» con tutte le forze della tua anima. Poi rifletti su coloro che nostro Signore vuole che tu inviti a intraprendere il cammino. Da chi ti manda Gesù per rivolgere questo invito? Chi, nella tua vita, è aperto alla Sua chiamata? Chi vuole attirare a Sé Gesù attraverso di te? Imita questi Apostoli che dissero «Sì» a nostro Signore, anche se non compresero subito tutto ciò che questo avrebbe comportato. Di’ «Sì» oggi e sii pronto e disposto a fare tutto ciò che seguirà in questo glorioso cammino di fede.

Mio amato Signore, oggi Ti dico davvero «Sì». Sento che mi chiami e scelgo di rispondere con la massima generosità e con pieno abbandono alla Tua santa e perfetta volontà. Donami il coraggio e la sapienza di cui ho bisogno per non riservarmi nulla davanti a Te e alla Tua chiamata divina nella mia vita. Gesù, confido in Te.


Piena della grazia di Dio!

Solennità dell’Immacolata Concezione, 8 dicembre

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». Vangelo secondo Luca 1:26–28

Che cosa significa essere «piena di grazia»? È una domanda che sta al cuore della nostra celebrazione solenne di oggi.

Oggi onoriamo la Beata Vergine Maria, Madre del Salvatore del mondo, con il titolo unico di «Immacolata Concezione». Questo titolo riconosce che la grazia ha colmato la sua anima fin dal momento del suo concepimento, preservandola così dalla macchia del peccato. Sebbene questa verità fosse professata da secoli dai fedeli cattolici, fu solennemente proclamata dogma della nostra fede l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX. Nella sua dichiarazione dogmatica affermò:

Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina secondo cui la beatissima Vergine Maria, nel primo istante del suo concepimento, per singolare grazia e privilegio concessi da Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia del peccato originale, è una dottrina rivelata da Dio e perciò deve essere creduta fermamente e costantemente da tutti i fedeli.

Elevando questa dottrina della nostra fede al rango di dogma, il Santo Padre dichiarò che questa verità deve essere ritenuta certa da tutti i fedeli. È una verità che si ritrova nelle parole dell’angelo Gabriele: «Rallégrati, piena di grazia!». Essere «piena» di grazia significa proprio questo. Piena! Al 100%! È interessante notare che il Santo Padre non disse che Maria era nata in uno stato di innocenza originale, come quello di Adamo ed Eva prima che cadessero nel peccato originale. Dichiarò invece che la Beata Vergine Maria era stata preservata dal peccato per «una singolare grazia». Sebbene non avesse ancora concepito suo Figlio, fu dichiarato che la grazia che Egli avrebbe ottenuto per l’umanità con la Sua Croce e Risurrezione aveva trasceso il tempo, così da risanare la nostra Madre beata nel momento del suo concepimento, preservandola persino dalla macchia del peccato originale mediante il dono della grazia.

Perché Dio avrebbe fatto questo? Perché nessuna macchia di peccato poteva mescolarsi con la Seconda Persona della Santissima Trinità. E se la Beata Vergine Maria doveva diventare uno strumento degno mediante il quale Dio si unisce alla nostra natura umana, allora era necessario che fosse preservata da ogni peccato. Inoltre, rimase nella grazia per tutta la vita, rifiutando sempre di allontanarsi da Dio per una scelta della propria libera volontà.

Mentre oggi celebriamo questo dogma della nostra fede, rivolgi gli occhi e il cuore alla nostra Madre beata, soffermandoti semplicemente sulle parole pronunciate dall’angelo: «Rallégrati, piena di grazia!». Meditale oggi, tornando a riflettere su di esse più e più volte nel tuo cuore. Immagina la bellezza dell’anima di Maria. Immagina la virtù perfetta, colma di grazia, di cui godeva nella sua umanità. Immagina la sua fede perfetta, la sua speranza perfetta e la sua carità perfetta. Rifletti su ogni parola che pronunciò, ispirata e guidata da Dio. Lei è davvero l’Immacolata Concezione. Onorala come tale, oggi e sempre.

Madre mia e Regina mia, oggi ti amo e ti onoro come l’Immacolata Concezione! Contemplo la tua bellezza e la tua perfetta virtù. Ti ringrazio per aver sempre detto «Sì» alla volontà di Dio nella tua vita e per aver permesso a Dio di servirsi di te con tanta potenza e grazia. Prega per me, affinché, conoscendoti sempre più profondamente come mia madre spirituale, io possa anche imitare in ogni cosa la tua vita di grazia e di virtù. Madre Maria, prega per noi. Gesù, confido in Te!


La nostra Madre misericordiosa

Nostra Signora di Guadalupe, 12 dicembre

Allora l’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Vangelo secondo Luca 1:30–31

Oggi celebriamo cinque apparizioni successive della nostra Madre celeste a Juan Diego, un indigeno convertitosi alla fede. La mattina presto del 9 dicembre 1531, Juan si stava recando nella città di Tlatelolco, dove intendeva partecipare a una lezione di catechismo e alla Santa Messa. Durante il cammino, però, mentre passava accanto alla collina del Tepeyac, gli furono donate la visione di una luce splendente e una musica celestiale. Mentre guardava verso l’alto, pieno di meraviglia e di reverente stupore, udì una voce bellissima che lo chiamava. Avvicinandosi alla voce, vide la gloriosa Madre di Dio, dall’aspetto giovanile, avvolta in uno splendore celeste. Ella gli disse: «Sono la tua Madre misericordiosa…». Gli rivelò inoltre che desiderava che in quel luogo fosse costruita una chiesa e che Juan doveva andare a riferirlo al vescovo di Città del Messico.

Juan fece come la Madonna gli aveva chiesto, ma il vescovo era restio a credergli. La Madre di Dio, però, apparve nuovamente a Juan e gli chiese di tornare dal vescovo con la sua richiesta. Questa volta il vescovo chiese un segno, e Juan lo riferì alla Madre di Dio. Ella disse che sarebbe stato dato un segno, ma Juan non poté riceverlo, perché doveva assistere suo zio malato.

Tuttavia, due giorni dopo, il 12 dicembre 1531, Juan si stava nuovamente recando alla chiesa di Tlatelolco per chiedere al sacerdote di venire ad assistere suo zio morente. Questa volta, però, Juan aveva preso una strada diversa per evitare che la sua visitatrice celeste lo trattenesse. Ma anche questa volta la nostra Madre celeste gli venne incontro e disse: «Va bene, o più piccolo e più caro dei miei figli, ma ora ascoltami. Non lasciare che nulla ti affligga e non temere la malattia o il dolore. Non sono forse qui io, che sono tua Madre? Non sei forse sotto la mia ombra e la mia protezione? Non sei forse tra le mie braccia? Hai bisogno di qualcos’altro? Non temere, perché tuo zio non morirà. Stanne certo… è già guarito».

Appena udì queste parole dalla sua visitatrice celeste, Juan fu colmo di gioia e chiese un segno da portare al vescovo. La Madre di Dio gli indicò di salire in cima alla collina, dove avrebbe trovato molti fiori sbocciati completamente fuori stagione. Juan fece come lei gli aveva detto e, trovati i fiori, li tagliò e ne riempì il suo mantello, la tilma, per portarli al vescovo come segno richiesto.

Juan tornò quindi da fra Juan de Zumarraga, vescovo di Città del Messico, per presentargli i fiori. Con grande sorpresa di tutti, quando aprì la tilma per far cadere i fiori, su di essa apparve l’immagine della stessa donna che gli era apparsa. L’immagine non era dipinta; piuttosto, ogni filo di quel mantello semplice e ruvido aveva cambiato colore, formando la bellissima immagine. Quello stesso giorno, la nostra Madre celeste era apparsa anche allo zio di Juan e lo aveva guarito miracolosamente.

Sebbene questi eventi miracolosi siano ormai profondamente radicati nella cultura messicana, il significato del messaggio va ben oltre l’ambito culturale. «Io sono la vostra madre misericordiosa», disse! Il desiderio più profondo della nostra Madre beata è che tutti noi giungiamo a conoscerla come nostra madre. Desidera camminare con noi attraverso le gioie e i dolori della vita, come farebbe ogni madre amorevole. Desidera istruirci, guidarci e rivelarci l’amore misericordioso del suo Figlio divino.

Rifletti, oggi, sugli interventi miracolosi della Madre di Dio. Ma rifletti soprattutto sul suo amore materno. Il suo amore è pura misericordia, un dono della più profonda premura e compassione. Il suo unico desiderio è la nostra santità. Parlale oggi e invitala a venire da te come tua Madre misericordiosa.

Madre mia misericordiosissima, ti amo e ti invito a riversare su di me il tuo amore. Oggi mi rivolgo a te nel mio bisogno e confido che mi porterai la grazia abbondante del tuo Figlio, Gesù. Madre Maria, o Vergine di Guadalupe, prega per noi che ci rivolgiamo a te nel bisogno. San Juan Diego, prega per noi. Gesù, confido in Te.

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