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Ottavo giorno: La sete

Giovedì della prima settimana di Quaresima

Dalla Croce, una delle ultime cose che Gesù disse prima di morire fu: «Ho sete». Come santa Madre Teresa di Calcutta sottolineava tanto spesso, quella sete era sete della tua anima. Non c’è dubbio che questa sete della salvezza di ogni anima sia nata nell’anima umana di Gesù fin dal momento dell’Incarnazione. Ma fu soprattutto nel deserto che la sete umana di Gesù si unì al Suo desiderio divino di portare la salvezza a tutti.

Quando abbiamo sete, il corpo ci comunica il bisogno di idratarsi. Manca qualcosa che deve essere reintegrato. Mentre il Signore sperimentava nel deserto una profonda sete fisica d’acqua, possiamo essere certi che quella sete fisica fosse per Lui soltanto un piccolo richiamo umano alla Sua sete divina di anime.

Prova a immaginare Gesù che accetta di sperimentare la sete fisica nel deserto. Sebbene questa sete fisica non Lo avrebbe condotto alla morte nel deserto, sarebbe infine culminata nella Sua morte, mentre sulla Croce pativa la sete. Questa sete spirituale, resa a Lui ancora più manifesta dalla sete fisica nel deserto, divenne la fonte dello slancio che Lo muoveva nella Sua missione di salvare ogni anima.

Poiché la sete di Gesù era, nel suo intimo, spirituale, Egli avrà provato grande gioia nel fatto che il Suo corpo umano sperimentasse un anelito simile. In quella sete fisica, ogni anelito umano si univa all’anelito spirituale di placare la sete di tutti coloro che il peccato aveva lasciato riarsi.

Medita su questa particolare esperienza umana della sete fisica di Gesù nel deserto. Nel farlo, medita anche sulla Sua sete spirituale, infinitamente più grande, della tua anima. Tutta la Sua divinità, così come tutta la Sua umanità, anela a che tu plachi la Sua sete. Plachi la sete di Gesù aprendoti alla fede e permettendoGli di donarti l’acqua della vita eterna. Egli offrì questo dono di acqua ristoratrice dalla Croce, quando la Sua sete era al culmine. ContemplaLo assetato di te non soltanto nel deserto, ma anche in quel grido dalla Croce. DissetaLo lasciando che Lui disseti te.

Mio Signore assetato, non solo hai lasciato che il Tuo spirito divino anelasse alla salvezza della mia anima, ma hai anche accettato di sperimentare questa sete nel Tuo corpo umano. Non potrò mai ringraziarTi abbastanza per la profondità dell’amore che hai per me. Scelgo di placare la Tua sete, amato Signore, permettendoTi di riversare sulla mia anima riarsa le acque della vita eterna. Gesù, confido in Te.

Vedi anche: Ottavo giorno: 40 giorni ai piedi della Croce

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